Hatikwà

Consiglio UGEIConsiglio UGEI19 novembre 2013

2min600

Alla cortese attenzione della produzione del programma televisivo Colorado,



Gentili Signori,


Abbiamo ritenuto necessario scrivere questa lettera in seguito alla puntata di Colorado andata in onda la sera del 18 novembre. Durante la sua esibizione con l’espressione poco rispettosa e inopportuna “Non fate i rabbini, svuotate le tasche”, il comico Alessandro Bianchi ha offeso la nostra sensibilità. 


Siamo purtroppo consapevoli che non si trattasse solamente di una semplice battuta, ma di uno dei più antichi stereotipi antisemiti. E’ nostro dovere, in questo caso, condannare l’accaduto affinché passi il messaggio che la televisione non può sdoganare l’antisemitismo, nemmeno in forma ironica come accaduto ieri sera.


Auspichiamo dunque che passi falsi come questo non si ripetano più in futuro e che la produzione del programma prenda coscienza dell’errore commesso e ponga d’ora in poi maggiore attenzione in tal senso, considerando oltretutto che l’abituale pubblico della trasmissione è costituito in particolare da giovani, per i quali oggi la televisione è divenuta un mezzo educativo.


Cordialmente,


Alessandra Ortona

Presidente UGEI – Unione Giovani Ebrei d’Italia


Consiglio UGEIConsiglio UGEI18 novembre 2013

3min590

Riceviamo e pubblichiamo:

 

– Mercoledì, 13 novembre 2013. Il sole ad Afula, città del Nord della Galilea, stava per fare la sua comparsa in quella che sarebbe stata una giornata come le altre, quando Eden Atias, soldato israeliano, 19 anni appena compiuti, stava dormendo all’interno di un bus in servizio per le strade della piccola cittadina israeliana. Ad un tratto il suo carnefice Hussein Sharf Ghawadra, di due anni più giovane, salendo sul bus ha iniziato ad infliggergli ripetutamente diverse pugnalate al collo lasciando il suo corpo senza vita. Così, i sogni, le speranze e la vita di un ragazzo che aveva preso il servizio militare da sole tre settimane nell’Esercito Israeliano, sono andati in fumo. L’ attentatore è stato arrestato poche ore dopo dalle autorità, e ha confessato di aver commesso l’atto terroristico per vendicare la reclusione di alcuni suoi parenti nelle carceri israeliane, anche loro rei di aver commesso negli anni passati atti di terrorismo contro civili Israeliani. L’omicidio di Eden Atias ha suscitato enorme commozione in tutto lo Stato d’Israele, e diverse sono state le manifestazioni di protesta nei confronti del Governo il quale da diversi mesi sta attuando lil rilascio di numerosi terroristi Palestinesi,sulla base di una politica di distensione. Migliaia sono state le persone che hanno assistito alla cerimonia funebre del soldato eseguita la sera stessa al cimitero comunale di Nazareth.

Una domanda sorge allora spontanea: come può essere possibile che per mano di un terrorista, un ragazzo di 18 anni abbia dovuto abbandonare la sua vita durante il sonno, per di più nel sui territorio? Una Terra che egli stesso stava servendo da pochi mesi, e che si impegna da tempo a rilasciare centinaia di terroristi. Carnefici pronti ad uccidere, gente comune, giovani ragazzi.

Andrea Pontecorvo


Consiglio UGEIConsiglio UGEI14 ottobre 2013

2min550
“La tradizione ebraica insegna che di fronte alla morte di un uomo non ci si rallegra mai, ma bisogna invece riflettere sulle gravi responsabilità di ognuno davanti a D-o e agli uomini. E’ per questo motivo che – afferma Alessandra Ortona, presidente UGEI – in linea con la decisione assunta dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, abbiamo preferito rimanere in silenzio di fronte alla morte del criminale nazista Priebke. Non avremmo potuto però – continua – rimanere indifferenti di fronte al testamento che Priebke ha lasciato ai posteri e alla possibilità che un tale assassino venga seppellito in Italia, a Roma.

Il nostro Paese e le istituzioni che ne hanno facoltà – prosegue – non possono permettere che il corpo di chi con tanta brutalità ha preso parte all’uccisione di 335 italiani senza mai pentirsene, trovi sepoltura sotto la stessa terra che è stata testimone delle atrocità da lui commesse. Da italiani e da ebrei, non potremmo considerarlo altro se non un terribile insulto alla memoria delle vittime di quella barbarie. Non da ultimo – continua Ortona – va con tutte le forze evitato di fornire ai suoi ammiratori un ulteriore motivo di celebrazione dell’individuo e di creazione di un luogo di venerazione. Ci appelliamo quindi alle istituzioni – conlcude la nota – affinchè sia trasmesso coi fatti a tutti gli italiani, ed in particolare alle nuove generazioni, il messaggio civile e culturale che il nostro paese si rifiuta di ospitare la sepoltura di un simile assassino.”

 

 

La Segreteria UGEI


Consiglio UGEIConsiglio UGEI23 settembre 2013

5min630

Croazia: stata la mia prima Summer-U, poi ancora Barcellona, e Pescasseroli (Abruzzo), ufficialmente Roma. Ma l’importante è che fosse da quelle parti..

2013 la Summer-U sarà a St.Tropez, o magari più o meno, lì vicino…

Dall’ultima volta è passato un po’ di tempo e non sono totalmente convinta di andare quest’anno, poi, invece decido di sì, insieme a dei miei amici…chissà cosa ci aspetterà!

Arriviamo all’aeroporto di Nizza e aspettiamo un po’ l’autobus che ci avrebbe portato al campeggio, intanto Jasmine ordina al bar un Caffe lattè, compiacendosi della sua fantastica pronuncia francese.

Dopo una piccola “guerra” per caricare la valigia e assicurarsi un posto, arriviamo a Garde Freinet.

Aspetta…ma non doveva essere a St.Tropez?? Sì vabbè…sono dettagli!

Ci accoglie lo staff pieno di energia e simpatia, 3 animatori tutti per noi, e ci indicano una mappa su cui avremmo potuto individuare il nostro bungalow. Così ci avviamo con le nostre valigie su per il sentiero, e comincia la fatica!

Insomma finalmente eravamo arrivati alla Summer-U 2013! In un villaggio in Provenza, circondati dal verde, dalla musica e da circa 400 giovani da tutto il mondo. Non male però…!

Ogni giorno erano organizzate attività per tutti i gusti: lezioni di yoga, di aerobox, di salsa, spettacoli di magia, lectures di ogni tipo e interesse: dal pubblic speaking, a Israele, a lezioni sulla donna nell’ebraismo, sulle norme etiche ebraiche in ambito medico, al Maccaby day.

Le serate poi erano speciali, un po’ fredde perché alla sera scendeva parecchio la temperatura, ma in effetti si formavano comunque molte coppie..

Ogni party era a tema: da quello international, al superhero party, dove mi sono persa tra le varie Catwoman e Lara Croft…a quello Israeliano, quello di Gala e poi… come dimenticare il white night party!

Il white night party è stato martedì e, sempre martedì, era prevista la gita a St.Tropez con tappa poi sulla spiaggia di St.Martin.

Erano state organizzate 2 partenze: la prima alle 9 e la seconda alle 10.30.

Però…vedo già scendere la gente del secondo turno e noi siamo ancora lì…forse ho l’orologio avanti?

No, Esther, il tuo orologio funziona benissimo….è che ci sono “problemi tecnici”.

E a tal proposito sono girate varie ipotesi.

Beh tutto sommato abbiamo passato una bella mattinata seduti a chiacchierare ai tavoli e poi siamo partiti tutti insieme!

Che bello!!

Erano le 12.30.

Intanto Benedetto ha postato su fb una fantastica foto di St.Tropez, con un’ottima tecnica di fotomontaggio improvvisato.

Ma non ditegli che lo avevate capito.

Tra un party e l’altro e tra un “sorpresa” e l’altra, siamo già arrivati a Shabat…

Memorabile!! Come sempre.

Con noi c’era Rav Gluck e tanta voglia di cantare, ballare, mangiare e bere…

L’havdalà, con la musica di Jewsalsa e i balli di 400 giovani poi, ha emozionato tutti, e per alcuni è stata la prima della propria vita.

Non potrete poi immaginarvi fino in fondo questa settimana, senza conoscere, almeno così, per nome, la famosa room 59.

Grazie Simon, Vito, Tal, Liron.

Ogni serata sarà pure stata a tema, ma ogni sera il pre-party era lì!

2 divani, un tavolino,bella musica, gente simpatica, litri di alcol.

Certo l’impresa di pulizie, il giorno che è passata, era più o meno sconvolta dalle bottiglie vuote e ha tirato fuori solo 4 sacchi enormi della pattumiera.

Beh, direi che ne è valsa la pena. Questa Summer non mi ha deluso.

Ci ha fatto parlare tante lingue: inglese, ebraico, spagnolo, tedesco, francese, rumeno, russo…credo che quasi nessun Paese mancasse all’appello!

Questa Summer poi, mi ha fatto sentire una veterana, ma mai quanto Tobia Zevi.

Mi ha fatto rincontrare gente che avevo conosciuto ad altri eventi, ed è sempre un gran piacere!

Mi ha permesso di riscoprire persone mie amiche da tanto, così come di conoscere meglio persone con cui avevo lavorato insieme per anni come madrichà, senza realmente capire quanto sono simpatiche, belle e brave! Beh anche loro si sono fatte un’idea un po’ più chiara di me…e ci siamo divertite molto!

L’ultima sera ho detto che ormai sono troppo vecchia e non credo che l’anno prossimo tornerò, ma, a questo punto, mai dire mai…!

Però ci venite anche voi, eh?!

Esther Judith Schek



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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