Hatikwà

Un giornale aperto al libero confronto delle idee

Impatto imprevisto sul pianeta-Israele

Da giorni pensavo a quale sarebbe stato l’argomento più giusto sul quale scrivere dopo il mio arrivo a Tel Aviv. Ho pensato di descrivere l’arrivo e ad i primi giorni di ambientamento; ho pensato di parlare delle varie pratiche burocratiche e cose nuove attraverso le quali un oleh chadash deve passare nel suo primo mese; e ovviamente avevo pensato di raccontare le prime esperienze da studente dell’Univeristà di Tel Aviv. Come potrete immaginare, quattro giorni […]

Continua a leggere »

Riflessioni a caldo da Herzliya

La prima volta che ho assistito ad un’esercitazione della popolazione civile in Israele è stato due anni fa. Non avendo sentito la notizia alla radio, la sirena mi ha colta di sorpresa ed ero terrorizzata. Gli israeliani del mio ufficio mi sbeffeggiavano. “Sei proprio una hutznikit (un modo di riferirsi a chi viene da fuori Israele tra lo scherzoso e il dispregiativo)”. Io volevo correre nel bunker, mentre tutti sembravano infischiarsene. D’altra parte era solo […]

Continua a leggere »

Affittasi cena di Shabbat

Che cos’è uno “shabbatter”? Un abominio linguistico, d’accordo. A parte questo, un’idea è facile farsela, ma la definizione precisa da dizionario potrebbe suonare più o meno così: sostantivo invariabile, uomo o donna di religione ebraica che quando viaggia si mette in contatto con uno o più correligionari prima sconosciuti per ottenere ospitalità durante shabbat. La domanda successiva allora è: come si diventa uno shabbatter? Come per tutte le cose al giorno d’oggi, la risposta è […]

Continua a leggere »

Chi sa ricordare e chi no

Quando un paio di settimane fa ho visto, a Roma, le scritte sui muri di Piazza per ricordare Shlomo Venezia, sono rimasto un po’ perplesso. Mi sono chiesto “Ma non c’è un modo migliore di ricordare?”. Tra le risposte che mi sono venute in mente, le uniche pubblicabili sono: 1. No. Le cerimonie sono formali, una scritta sul muro è autentica. 2. Forse, ma non bastano. L’abitante del mondo moderno è abituato a scrivere sul […]

Continua a leggere »

Benvenuti in Israele… tranne gli infiltrati

Se si cammina attraverso il parco Levinsky a Tel Aviv, vicino alla stazione centrale degli autobus, si potrebbe pensare di trovarsi in un altro paese. Le coperte stese occupano buona parte del prato, i cassonetti sparsi strabordano di spazzatura, la gente dorme sotto gli scivoli per bambini, e i venditori ambulanti camminano sotto il sole cocente. Praticamente tutti sono di origini africana, soprattutto dall’ Eritrea e dal Sudan. Tra i molti problemi che Israele deve affrontare, […]

Continua a leggere »