Hatikwà

Consiglio UGEIConsiglio UGEI19 febbraio 2014
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Montpellier

Sempre devi avere in mente Itaca-

raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio;

fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio

metta piede sull’isola, tu, ricco,

dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,

senza di lei mai ti saresti messo

sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

(Kostantinos Kavafis)

Partire, prendere un aereo, un treno, preparare i bagagli, raccogliere la vita che ti stai temporaneamente lasciando alle spalle e chiuderla in una valigia. 23 kg niente di più, a meno che non si voglia pagare un sovraprezzo. Spesso nella vita siamo bloccati in un check-in immaginario ricreato  nella nostra mente, alla ricerca del coraggio di farla quell’esperienza. Abbiamo paura di intraprendere quel viaggio, ma dopo il primo passo sappiamo già che non saremo noi a farlo. Sono i viaggi che ci danno forma, ci cambiano irreversibilmente.

Così succede che ti ritrovi in Erasmus, programma di mobilità tra atenei europei, ti ritrovi a Montpellier, piccola bomboniera del sud della Francia la cui essenza dinamica si racchiude tutta nella sua piazza principale, Place de la Comédie. Cittadina universitaria, colorata, multietnica, animata costantemente dal chiasso di studenti festaioli. Succede che ottieni tutto ciò che stavi cercando e anche qualcosina di più.

Succede anche che lungo la strada che tutte le mattine percorri in bici per andare da casa all’università ci sia un palazzo che ha una Mezuzà sullo stipite e un Maghen David  intagliato nella porta. Succede che per quanto le tue intenzioni non fossero proprio quelle di frequentarla quella piccola comunità di 3000 persone circa, che sapevi esistere, un venerdì di novembre in cui la nostalgia di uno shabbat con la famiglia è più forte delle altre, decidi di varcarla quella porta. Accade poi che una signora che ti ha scrutato curiosamente per tutta la funzione, ti rincorra per le scale per invitarti a cena con lei e la sua famiglia. E tra quelle mura sconosciute, con persone la cui lingua parli appena, nonostante tutto riesci a sentirti a casa: saranno le candele che si stanno consumando, il papà che fa il Kiddush o il bimbo che taglia a pezzettini la challà.

Capita ancora che una sera in cui stai uscendo dalla biblioteca, vedi su Place della Comedie una strana folla che distribuisce sufganiot intorno ad una Chanukkìà che sta per essere accesa dal sindaco della città, e pèr un secondo ti senti a Roma, a Piazza Barberini. Quella stessa sera vieni trascinata ad una festa al bowling per giovani, e la trascorri cantando Ma’oz Tzur tra uno strike e uno spare (degli altri ovviamente).

E quando infine ti ritrovi ad organizzare cene di Shabbat con altri 5 0 6 studenti fuorisede, hai la consapevolezza che no forse, dopo anni di B.A., UGEI, UGN, non cercavi una vita ebraica, ma lei ha sicuramente trovato te. E se ne sei anche felice, se senti quel brividino lungo la schiena, e gli occhi ti diventano lucidi mentre ripensi a questi momenti, allora sei certo che i viaggi possono cambiare tante cose, ma non possono smuovere la tua identità, non possono rimuovere le tue radici quando queste sono ben impiantate nella terra.

Sara Astrologo


Consiglio UGEIConsiglio UGEI17 febbraio 2014
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hATIKWà 1978

Da qualche anno Hatikwà consiste in una pagina all’interno del mensile ebraico Pagine Ebraiche. Questo spazio ci è stato concesso dall’UCEI e dalla direzione del giornale, a cui vanno i nostri ringraziamenti. In questo modo tutti possono sapere quali sono stati gli ultimi eventi e le ultime attività UGEI.

Qualche giorno fa mi è capitata in mano una copia ingiallita di un vecchio Hatikwà, datata Novembre- Dicembre 1978. I titoli degli articoli erano quelli di un giornale molto impegnato politicamente e culturalmente: da articoli sulle prospettive di pace o sulla Shoah a commenti su artisti come Chagall e scrittori come Singer.

La prima cosa che ho notato, però,  è stata la scritta in alto: “Questo giornale è aperto al libero confronto delle idee, ogni opinione merita di essere rispettata”.  E’ questo il principio da cui vorrei ripartire quest’anno. Negli anni, Hatikwà è cambiato ma ha resistito al cambio radicale dell’organizzazione da FGEI a UGEI, ed il motto è ancora lì. Va detto però che con il passare del tempo sono sorte nuove necessità: innanzitutto quella di coinvolgere più giovani ebrei possibile, dando spazio a tutti quelli che vogliono scrivere e trattando degli argomenti più disparati.  Un’altra è a mio parere è il bisogno di essere “al passo coi tempi”, con la possibilità di pubblicare su internet gli articoli del giornale. Da questo punto di vista un giornale online è uno strumento straordinario perché permette di pubblicare articoli senza vincoli di tempo e di spazio, e con la possibilità di parlare anche di notizie di stretta attualità. Per questi motivi abbiamo deciso di creare una redazione che possa pubblicare online sul sito www.ugei.it., nella pagina dedicata ad Hatikwà, che verrà aggiornata in modo da poter accogliere questi contributi. Per entrare a far parte della redazione scrivete a hatikva@ugei.it, e sarete presto ricontattati.

Gabriele Fiorentino (Responsabile Hatikwà)

Questo editoriale è stato pubblicato nel numero di febbraio di Hatikwà


Consiglio UGEIConsiglio UGEI13 febbraio 2014
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Forconi, blocchi, violenze e scontri. Si fatica, a memoria d’uomo, a ricordare un mese di dicembre tanto turbolento nel nostro Paese. La speranza, naturalmente, è che al tempo in cui leggerete queste poche righe quelle giornate siano alle spalle, le vie delle nostre città di nuovo sgombre ed i negozianti liberi di condurre le proprie attività. Guai, tuttavia, a sottovalutare l’allarme suscitato da quelle manifestazioni, segnate da continue piccole e grandi violenze nei confronti di commercianti, automobilisti, semplici passanti, ed anche – impossibile ignorarlo – da pulsioni razziste e neofasciste neppure troppo velate. Che fare di fronte al pericolo che gruppi e frange estreme che propugnano farneticanti idee reazionarie si rafforzino nella società e in particolare fra i nostri coetanei di fronte alle difficile prospettive sociali? A contenere le violenze e sanzionare i soprusi sono deputate, naturalmente – ci auguriamo nel modo più efficace possibile – forze dell’ordine e magistratura. Esaurita la spinta delle manifestazioni, tuttavia, a noi resta il compito di combattere a fondo ogni avanzata di pulsioni xenofobe, razziste, antisemite. A cominciare dal dialogo con chi ci sta attorno, naturalmente, e dal lavoro quotidiano nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro. Ed è proprio sulla formazione al dialogo, alla conoscenza reciproca e al riconoscimento delle differenze come miglior strategia di “prevenzione dei pregiudizi” che vorremmo impostare l’azione politico-culturale promossa dall’UGEI in questo nuovo anno, proprio a cominciare dal mondo della scuola. Insieme a tutti voi, naturalmente. Scriveteci, se volete, le vostre idee in proposito a info@ugei.it. Buon 2014 a tutti voi.

Simone Disegni (Presidente UGEI)

Questo editoriale è stato pubblicato nel numero di gennaio di Hatikwà


Consiglio UGEIConsiglio UGEI13 dicembre 2013

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Non è accettabile che un leader di un movimento di protesta faccia appello a stereotipi di chiaro stampo antisemita al fine di muovere e infervorare le piazze. L’Italia – afferma il Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia, Alessandra Ortona – come molti altri paesi, vive un periodo storico difficile in cui tutti i cittadini, di ogni credo, si ritrovano a dover fare i conti con un futuro che appare senza più certezze. Nel nostro paese – continua Ortona –  non deve più esserci spazio per affermazioni deliranti richiamanti al “banchiere ebreo” come capro espiatorio per la crisi economica. Vorremmo far notare al signor Zunino che gli ebrei, in Italia da 2000 anni, hanno praticato le più varie professioni a seconda del periodo storico e che vi sono ebrei più o meno benestanti, esattamente come per il resto della popolazione. Il signor Zunino – continua Ortona – farebbe meglio a studiare la storia così da prendere coscienza delle conseguenze a cui hanno portato in passato le insinuazioni da lui usate. Non possiamo accettare – conclude Ortona – come giovani italiani ed ebrei – che a 70 anni dalla Shoah, vi siano ancora persone che approfittano di ogni crisi e protesta per trasmettere e diffondere odio nei confronti degli ebrei.
La Segreteria UGEI


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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