Comunicato Ansa su Gilad

MO: GIOVANI EBREI, CITTA’ ITALIANE SENZA LUCI PER SHALIT
MO: GIOVANI EBREI, CITTA’ ITALIANE SENZA LUCI PER SHALIT L’APPELLO DOPO L’INIZIATIVA DI ROMA E MILANO (ANSA) – ROMA, 22 GIU – ”Rivolgiamo un invito a tutte le citta’ d’Italia affinche’ seguano l’esempio di Roma e Milano spegnendo le luci del loro monumento simbolo il 24 giugno per Shalit”. Lo dicono, in una nota congiunta, Giuseppe Massimo Piperno e Angelo Moscati    , rispettivamente presidenti dell’Unione GiovaniEbrei d’Italia e del Bene’ Berith Giovani. ”Siamo grati ai sindaci Alemanno e Moratti – spiegano – che hanno immediatamente accolto la nostra richiesta di spegnere le luci del Colosseo e del Castello Sforzesco per richiedere la liberazione di Gilad Shalit, ormai da quattro anni nelle mani dei terroristi di Hamas”. ”A Roma alle ore 21.30 – ricordano ancora sottolineando l’adesione di Padl, Pd e molte altre associazioni ebraiche e non – e’ prevista una grande manifestazione sotto l’arco di Costantino che vedra’ la presenza del ministro Ronchi, del sindaco Alemanno, del presidente della Provincia Zingaretti, dell’on. Cesa, del presidente della Comunit… Ebraica di Roma Riccardo Pacifici, del direttore del Foglio Giuliano Ferrara e del padre di Gilad, Noam Shalit”.

 

MO: FINI; IN ISRAELE DA AMICO, MA TURCHIA NON E’ NEMICA/ANSA

 

MO: FINI; IN ISRAELE DA AMICO, MA TURCHIA NON E’ NEMICA/ANSA VISITA A GERUSALEMME, PREOCCUPAZIONI PER FLOTTIGLIE E NEGOZIATI (ANSA) – GERUSALEMME, 23 GIU – La Turchia non puo’ essere liquidata come un nemico dell’Occidente, ne’ come un partner perduto per la causa della sicurezza d’Israele malgrado le molte frizioni recenti. E’ questo il messaggio trasmesso oggi a Gerusalemme dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, ricevuto in Israele da amico ormai riconosciuto e con tutti gli onori a sette anni dal viaggio che segno’ una tappa di svolta nella sua vicenda politica e in quella della destra italiana. Giunto ieri nella regione per una visita di tre giorni che domani lo portera’ anche in Cisgiordania, a colloquio con il presidente e il premier dell’Autorita’ nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen e Salam Fayyad, Fini ha avuto incontri a tutto campo con i vertici israeliani. Passando in rassegna i temi piu’ caldi dello scacchiere mediorientale: dalle preoccupazioni per un processo di pace che langue alle ripercussioni del sanguinoso blitz israeliano contro la nave turca Mavi Marmara; dal paventato arrivo di altre flottiglie intenzionate a sfidare il blocco navale della Striscia di Gaza al ”lungimirante allentamento” dell’embargo terrestre deciso da Israele nei confronti dell’enclave palestinese controllata da Hamas; dalle comuni inquietudini legate al dossier nucleare iraniano (un Paese ”in procinto di avere l’arma atomica” le cui minacce all’esistenza dello Stato ebraico ”non vanno banalizzate”, ha detto Fini) alla sensazione israeliana di non vedere ”le proprie ragioni” comprese dal mondo, occidentale e non. Temi che la terza carica dello Stato ha affrontato con il premier Benyamin Netanyahu (Likud, destra) subito dopo il suo arrivo e che ha ripreso oggi con il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, con lo speaker della Knesset e suo omologo Reuven Rivlin, con la leader dell’opposizione centrista Tzipi Livni (Kadima). E che – dopo la tappa della memoria allo Yad Vashem, il museo memoriale della Shoah che nel 2003 gli aveva ispirato le parole sul fascismo ”male assoluto” della storia – discutera’ domani anche col presidente Shimon Peres, prima di spostarsi a Ramallah sul fronte palestinese. Accolto con espressioni di calorosa amicizia alla Knesset, Fini si e’ richiamato ai ”comuni valori di democrazia e liberta”’ fra Italia e Israele e si e’ visto confermare ”il giudizio lusinghiero” sulla politica italiana di sostegno allo Stato ebraico nei ”momenti salienti”. Ma non ha mancato di pungolare gli interlocutori israeliani sul tema, divenuto urticante negli ultimi mesi, dei rapporti con la Turchia: lasciando intendere di non condividere il diffuso convincimento della leadership di Gerusalemme secondo cui la recente vicenda della flottiglia e l’asserito ”avvicinamento di Ankara a Teheran” rappresenterebbero una prova del fatto che la Turchia ”non dia piu’ garanzie rispetto alla sicurezza di Israele”. O addirittura che il governo di Tayyip Recep Erdogan preferisca ormai fare sponda ”all’asse del male” – come ha sostenuto polemicamente nel suo indirizzo di saluto lo speaker Rivlin – piuttosto che all’Occidente. Una visione alla quale Fini contrappone la consapevolezza della necessita’ di un maggiore impegno per tenere aperto il dialogo. A cominciare dall’Ue, cui il presidente della Camera chiede di uscire dall’incertezza e dai ripensamenti e di non lasciare Ankara in ”un limbo”: dando di l’impressione di voler tenere adesso chiuse le proprie porte alla Turchia – dopo aver a lungo promesso una sorta di ”nulla osta”, seppure in una prospettiva di tempi non brevi – solo perche’ si tratta di ”un grande Paese musulmano”

MO: SHALIT, TORINO ‘SPEGNE’ LA MOLE PER SOLIDARIETA’ (ANSA) – TORINO, 23 GIU – La citta’ di Torino aderisce alla richiesta della Comunita’ ebraica di Torino, che chiede di spegnere per quindici minuti l’illuminazione della Mole Antonelliana nella serata del 24 giugno, per richiamare l’attenzione sulla detenzione del caporale israeliano Gilad Shalit, che il 25 giugno 2006, a soli 19 anni, fu rapito sul territorio di Israele da un gruppo di guerriglieri palestinesi e da quattro anni e’ prigioniero. A Roma, citta’ di cui Shalit e’ cittadino onorario, si spegneranno le luci del Colosseo. Con l’adesione a questa richiesta, giunta in un momento di particolare tensione per i noti fatti delle ”Freedom Flottilia”, con l’uccisione di quattordici persone che tentavano di portare aiuti umanitari a Gaza, la Citta’ vuole altresi’ richiamare l’attenzione sulla grave situazione in Medio Oriente, auspicando una rapida ripresa del processo di pace. Il ”gruppo amici di Shalit” terra’ una manifestazione di solidarieta’ a Torino in corso Cairoli angolo via dei Mille. (ANSA).

MO: HAMAS, SHALIT SEGUE IL CALCIO, HA TIFATO FRANCIA / ANSA SCETTICISMO IN ISRAELE; QUASI PRONTA MARCIA DI PROTESTA (di Aldo Baquis) (ANSA) – TEL AVIV, 23 GIU – Nel giorno in cui Hamas ha seccamente respinto una nuova richiesta della Croce rossa internazionale di visitare Ghilad Shalit a Gaza, un giornale vicino al movimento islamico palestinese ha affermato che il prigioniero israeliano trascorre le giornate davanti ad una televisione e segue da vicino la Coppa del Mondo. Nei quattro anni di prigionia Hamas ha totalmente isolato Shalit dal resto del mondo – nel timore di un blitz militare israeliano – ed e’ sempre stato molto parco nel fornire alcuna notizia sulle sue condizioni. L’articolo pubblicato ieri su a-Risala, un giornale vicino a Hamas, ha dunque destato interesse perche’ inaspettatamente forniva, e di propria iniziativa, alcuni dettagli sulla vita del prigioniero. Il tono del giornale e’ quello dei film propagandistici gia’ diffusi in merito da Hamas. A-Risala sostiene che Shalit si sente abbandonato dal governo israeliano e che per risollevarsi ha seguito il Campionato mondiale di calcio. Essendo anche cittadino francese, le sue simpatie – secondo il giornale – sono andate appunto alla Francia. Ma la secca sconfitta con il Messico lo ha amareggiato. Forse nella sensazione di trovarsi di fronte ad un espediente di guerra psicologica, i giornali israeliani hanno ignorato del tutto (ad eccezione dell’edizione online di Haaretz) le informazioni di a-Risala. Da giorni i principali tabloid di Israele – Yediot Ahronot e Maariv – riferiscono invece con grande partecipazione dei preparativi di una marcia che la famiglia Shalit si accinge ad intraprendere con il quarto anniversario della cattura del ragazzo, il 25 giugno. ”Non torniamo a casa senza Ghilad” hanno detto in una conferenza stampa i genitori Noam e Aviva, che progettano di marciare centinaia di chilometri dalla loro abitazione di Mitzpe Hila, al confine con il Libano, fino a Gerusalemme. La’ chiederanno al premier Benyamin Netanyahu che dia il via libera ad uno scambio di prigionieri con Hamas. Ma Netanyahu e’ con le spalle al muro. Gia’ mesi fa, a quanto risulta, ha accettato di liberare centinaia di palestinesi responsabili di gravi attentati terroristici: ma a condizione che 120 di essi siano espulsi per lo piu’ all’estero e in parte minore dalla Cisgiordania a Gaza. Il meditatore tedesco Gerhard Konrad, secondo fonti giornalistiche israeliane, ha appreso da Hamas che al massimo e’ possibile accettare che 20 di costoro siano confinati per un certo periodo a Gaza ”che e’ pur sempre Palestina”. Ma di espulsioni all’estero, Hamas non vuole sentir parlare. E da mesi Hamas mantiene un silenzio totale, nella speranza che Netanyahu ceda alle pressioni interne. Accettare la visione di Hamas significa, agli occhi di Netanyahu, riversare in Cisgiordania cento responsabili delle braccio armato di Hamas che anelano a riprendere la lotta e gli attentati. Significa destabilizzare l’Anp di Abu Mazen e rischiare una nuova ondata di attentati terroristici nelle retrovie di Israele. Un’ipoteca dunque molto grave per il futuro, anche se oggi la opinione pubblica interna vorrebbe che cedesse alle richieste di Hamas, pur di recuperare Shalit. (ANSA). XBU 23-GIU-10 17:59 NNN

MO:ALEMANNO-PACIFICI,DOMANI LUCI COLOSSEO SPENTE PER SHALIT

 

MO:ALEMANNO-PACIFICI,DOMANI LUCI COLOSSEO SPENTE PER SHALIT (ANSA) – ROMA, 23 GIU – Una serata a sostegno della liberazione di Gilad Shalit a quattro anni dal suo rapimento: alla mezzanotte israeliana, le 23.00 in Italia, le luci del Colosseo verranno spente per chiedere l’immediata liberazione del soldato israeliano prigioniero di Hamas, rapito il 25 giugno 2006 durante una missione di pace in territorio israeliano. Lo hanno annunciato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il presidente della Comunita’ ebraica di Roma, Riccardo Pacifici. L’appuntamento e’ per domani, alle ore 21.30, ingresso dall’Arco di Costantino. La manifestazione, alla quale sara’ presente il padre di Gilad, e’ promossa dalle associazioni giovanili Bene’ Berith Giovani e Ugei (Unione Giovani Ebrei Italiani) per un loro coetaneo. ”All’evento sono invitati tutti i cittadini – commentano Alemanno e Pacifici -. L’obiettivo e’ quello di unire le forze e sensibilizzare l’opinione pubblica per riportare Gilad a casa, nonche’ per rilanciare il processo di pace in Medio Oriente”. (ANSA). ST 23-GIU-10 14:17 NNN


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