Amona non è Masada: Israele è stato di diritto, no al fanatismo di chi sceglie violenza e sopruso

Hatikwà è uno spazio aperto al confronto delle idee e al dibattito. Di seguito la risposta di Maria Savigni all’articolo di Ruben Spizzichino pubblicato il 5 aprile scorso. Il virgolettato introduttivo è citazione dell’esordio dell’articolo di Ruben. [HT redazione]

“Ancora una volta la Corte Suprema israeliana torna a dividere Israele e il mondo ebraico. Poche settimane fa abbiamo assistito a un nuovo straziante episodio che ha mobilitato la società israeliana: il ritiro da Amona. Tanti gli israeliani accorsi nella zona per difendere i diritti dei loro fratelli, ma non è bastato. Ancora una volta siamo costretti a vedere ebrei sradicati da ebrei.”

Vorrei concentrarmi su questi punti, visto che si parla di “diritti”. La questione a livello giuridico è molto complessa e non so quanto possa interessare approfondirla, ma penso che potrebbe valere la pena notare che:

  • Amona è diverso da altri settlements perché non solo è considerato illegale dalla comunità internazionale ma lo è anche dal punto di vista del diritto civile israeliano. Sono stati avviati procedimenti giudiziari dalle autorità israeliane già dal 2006, qualche anno dopo il suo completamento.
  1. La Corte Suprema israeliana

    La Corte Suprema israeliana è un organo espressione della democrazia israeliana: i giudici che la compongono sono nominati dal Presidente dello Stato su indicazione di una commissione apposita (presieduta dal Ministro della Giustizia). La pronuncia della Corte, del 2014, concedeva due anni di tempo agli abitanti di Amona per abbandonare l’insediamento, che avrebbe dovuto essere stato demolito entro dicembre 2016. A febbraio è dovuto intervenire l’esercito per dare esecuzione alla pronuncia.

  2. Parlare di “diritti dei loro fratelli” o di “sradicamento” non ha alcun fondamento perché vuol dire, a livello molto tecnico, mettersi contro la stessa democrazia israeliana. Indirettamente si dà ragione a tutti i detrattori che sostengono Israele non sia uno stato di diritto e un Paese democratico ma uno Stato che adotta due pesi e due misure.
  1. Non vedo come si possano associare i “resistenti” di Amona a una sorta di versione contemporanea degli eroi di Masada. Assomigliano di più a un inquilino abusivo che ha ottenuto tutte le proroghe che la legge gli consentiva per rinviare il pagamento dell’affitto. Nonostante tutto non ha mai pagato e alla fine ha ricevuto lo sfratto, ma nemmeno questo è bastato ad allontanarlo. Sono dovute andare le forze dell’ordine a prenderlo, eppure ha ancora il coraggio di lamentarsi.

Maria Savigni, 22 anni, vive nelle campagne lucchesi, dove, quando non è intenta a leggere o sfornare challot (o entrambe le cose), studia giurisprudenza


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