A Napoli l’acquedotto di Augusto trasformato in rifugio durante la Guerra

Alcune settimane fa una nuova scoperta archeologica ha coinvolto la città di Napoli; nel quartiere Vergini-Sanità è stato ritrovato un tratto sconosciuto dell’acquedotto augusteo del Serino, lungo circa 200 metri. Autori della scoperta sono stati i volontari dell’associazione Celanapoli, impegnati da anni nello studio dell’antica Neapolis. Si tratterebbe di un tratto dell’acquedotto utilizzato dai bizantini per espugnare la città, occupata dai Goti. Questa parte dell’acquedotto è stato ritrovata circa 20 metri sotto l’attuale manto stradale: dopo aver liberato dai detriti e dai rifiuti una scalinata che conduceva a un ex ricovero bellico, è spuntato un canale lungo almeno 220 metri, presenta 7 pozzi di aerazione ed era stato già segnalato da numerose fonti tra il VI e il XIX secolo tra la zona dei Ponti Rossi ed il rione Sanità. Un’ulteriore valorizzazione di un luogo già prezioso per la presenza delle catacombe ellenistiche. Il tratto è stato inoltre utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale come camminamento per collegare diverse cavità adattate a rifugi antiaerei, documentato negli anni ottanta, era stato riesplorato nel 2008.

L’attività di ricerca, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale dell’area Vergini-Sanità conferma la valenza culturale del luogo, in quanto  contesto di straordinario interesse. Determinante il contributo delle associazioni per restituire al  pubblico una testimonianza di assoluta rilevanza del mondo antico e del suo utilizzo in epoca bellica. La scoperta è stata presentata dagli autori dello studio, Francesco Colussi e Carlo Leggieri di fronte a numerosi studiosi di epigrafia latina, docenti universitari e ingegneri. Ancora una volta la città partenopea sorprende con i suoi tesori nascosti, che contribuiscono ad arricchire il suo già saldo patrimonio culturale.

Giorgia Calò

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